Ripensando ai libri letti, considerando l’aria da apocalisse imminente, mi permetto di suggerire alcune letture, consapevole che molti dei titoli sono arcinoti e probabilmente già nelle vostre biblioteche personali. Mi perdonerete.

Iniziamo dai virus letali:

  • Michael Crichton, Andromeda
    Dallo spazio precipita sulla Terra un satellite artificiale. Raggiunto il luogo dell’impatto, la squadra di recupero scopre che tutti gli abitanti di una piccola comunità nei paraggi sono deceduti. Un misterioso e letale virus alieno rischia di scatenare una pandemia, mentre in un laboratorio super segreto si cerca la cura.
  • Richard Matheson, Io sono leggenda
    Be’, non ha bisogno di presentazioni, comunque: tutto il genere umano è stato contagiato da un virus di origine sconosciuta e si è trasformato in vampiri sanguinari. Di tutta l’umanità è sopravvissuto un solo uomo che per ragioni misteriose è immune al virus. Ce la farà a resistere contro tutti?
  • Max Brooks, World War Z
    Indiscutibilmente uno dei più spettacolari e avvincenti romanzi che abbia mai letto. Sottilmente ironico, realisticamente tragico e orrido. Dalla Cina (esattamente) dilaga nel mondo intero un morbo letale. I contagiati muoiono per risorgere (si fa per dire) dopo qualche ora come zombie rabbiosi. Cosa accadrà al genere umano?
  • Ken Follett, Nel bianco
    Il romanzo è ambientato attorno a un laboratorio di ricerca in Scozia dove si eseguono ricerche farmacologiche su agenti patogeni letali. Una variante del virus ebola viene trafugata allo scopo di…

Proseguiamo con l’autodistruzione del genere umano:

  • Pat Frank, Addio Babilonia
    Il più celebre, forse, tra i romanzi che hanno provato a immaginare uno scenario non fantascientifico della Terza guerra mondiale. Ambientato in Florida, segue le vicende di una piccola comunità dall’inizio della guerra nucleare totale. Come si potrà andare avanti senza più niente?
  • Nevil Shute, L’ultima spiaggia
    Indiscutibilmente il libro più triste che abbia mai letto, di gran lunga il più cupo e tragico. L’emisfero australe è miracolosamente scampato alla distruzione atomica dei continenti oltre l’equatore, dove le nubi radioattive hanno oscurato i cieli boreali e cancellato ogni forma di vita; purtroppo, a poco a poco, dalle regioni equatoriali a causa dello scambio delle correnti atmosferiche il fallout inizia contaminare i venti meridionali. E inizia il conto alla rovescia…

Su due piedi mi sono venuti in mente questi, che a mio personalissimo giudizio sono i migliori, per qualità letteraria e originalità. Ce ne saranno certamente altri, e altri ne verranno.

Sopratutto per la seconda parte non vorrei però tacere:

  • David Brin, L’uomo del giorno dopo
  • Philip K. Dick, Cronache del dopobomba
  • Tim O’Brien, Peso atomico 238

    e il poetico e delicatissimo, ma con una prospettiva ben diversa…
  • James E. Gunn, Gli ascoltatori

Una menzione particolare però all’indiscutibile super capolavoro di sempre:
Günter Grass, La ratta
«Chiuso. Voi uomini c’eravate una volta. Siete dei fu, il ricordo di una follia… In futuro nient’altro che ratti».

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