Perché “Il Monte Vecchio”?

Che dire per presentarmi? Non credo di avere niente di interessante se non qualche idea da condividere, in queste ‘pagine’ trovano spazio riflessioni di varia natura e più genericamente appunti di viaggio, ma non è un diario né una guida turistica. Certo, si parlerà di montagna come di città, di solitudine e di amicizia, di prove superate e fallite, di luoghi deserti e luoghi popolati, ma questo perché credo che ogni occasione della vita possa diventare un momento di confronto, di crescita, di ripensamento per correggere i propri errori e pregiudizi; e io desidero provarci.

La scelta del titolo è nata da una particolarissima escursione sulla montagna omonima, una salita che mi ha dato modo di riflettere su molti aspetti della vita e la voglia di tornare a scrivere. Naturalmente l’esperienza sul Monte Vecchio ha avuto la sua conclusione, l’idea no. È ovvio che le idee e i progetti cambiano col tempo, con le circostanze – e menomale che è così – per cui è possibile che strada facendo anche “Il Monte Vecchio” modifichi i suoi obiettivi, la sua veste, che si arricchisca, si specializzi… Non lo so adesso, vedremo.
Un punto soltanto vorrei che rimanesse fermo: l’idea del sentiero, del muoversi in una direzione, anche se, il più delle volte, in senso figurato allo scopo di ottenere qualcosa che ci arricchisca. Chi lo sa? Come ripeto spesso ai miei studenti: merita affrontare anche ciò che non si conosce: c’è il rischio che poi ci piaccia!

Mi auguro anche che vorrai partecipare esprimendo le tue opinioni su questi argomenti che, credo, a tutti è capitato almeno almeno una volta di sfiorare.

Buona lettura a tutti.