Il percorso poetico di Giuseppe Ungaretti, pur nelle molteplici sfaccettature che l'hanno caratterizzato, può essere letto anche come una costante oscillazione tra la percezione incombente del limite (la carne, la trincea, il peccato) e il suo ribaltamento e proiezione verso l'illimitato (l'Universo, l'infinito, Dio). Questa dialettica trova il più delle volte il suo punto di … Leggi tutto Dall’urgenza della vita al mistero del Sacro: l’Universo nella poetica di Ungaretti
Vanità, di Giuseppe Ungaretti
Vanità (Vallone, il 19 agosto 1917) D’improvviso è alto sulle macerie il limpido stupore dell’immensità E l’uomo curvato sull’acqua sorpresa dal sole si rinviene un’ombra Cullata e piano franta Nell’agosto del 1917 Giuseppe Ungaretti scrisse tre brevi poesie dalla località Vallone, un’ampia dolina carsica nei pressi di Doberdò (GO): Sogno e Rose in fiamme il … Leggi tutto Vanità, di Giuseppe Ungaretti
Luce e oscurità nell’Allegria di Giuseppe Ungaretti
Tanto nella raccolta Il porto sepolto quanto in Allegria di naufragi c'è una costante lotta fra luce e buio, fra giorno e notte, fra chiassoso clamore e silenzio tombale; e non c'è, o almeno non c'è sempre, una sistematica equivalenza fra luce e bene e fra oscurità e male. In mezzo stanno poi infinite e … Leggi tutto Luce e oscurità nell’Allegria di Giuseppe Ungaretti
Solitudine e Mattina, di Giuseppe Ungaretti
Il 26 gennaio del 1917 fu una giornata eccezionale per Giuseppe Ungaretti perché portò a compimento tre fra le sue più sorprendenti poesie, ovvero Solitudine e la celeberrima Mattina nonché la delicata Dormire, tre componimenti diversissimi fra loro, in larga misura perfino antitetici, difficili da comprendere collocandoli nella stessa giornata. In questo articolo voglio soffermarmi … Leggi tutto Solitudine e Mattina, di Giuseppe Ungaretti
