Solitudine, di Giuseppe Ungaretti

Giuseppe Ungaretti ha mostrato nelle sue poesie un atteggiamento bivalente nei confronti della solitudine: pur riservandosi momenti di raccoglimento personale, indispensabili per ritrovare un equilibrio tra sé e il mondo, non poteva fare a meno della presenza di suoi simili, ancora di più durante gli anni della Grande Guerra. Uomini di lettere suoi contemporanei si … Leggi tutto Solitudine, di Giuseppe Ungaretti

Il “Cielo di carta”. Oltre il mondo visibile nelle opere di Pirandello e Montale

Gli inizi del XX secolo furono caratterizzati da grandi inquietudini: grandi cambiamenti in atto nella società consolidata ormai nelle grandi masse, disagio economico, psicologico, ritmi quotidiani sempre più snervanti, la Grande guerra e poi le dittature. Accanto a tutto questo, il progresso continuava a rotolare avanti, calpestando ogni ostacolo in nome del nuovo prodotto nelle … Leggi tutto Il “Cielo di carta”. Oltre il mondo visibile nelle opere di Pirandello e Montale

Perdersi e ritrovarsi nella poesia di Eugenio Montale

Montale iniziò la sua opera letteraria nei primi decenni del Novecento, un’epoca estremamente complessa e soprattutto densa di novità destinate a mutare per sempre l'idea stessa della società e dei suoi rapporti. Tutto stava cambiando: il lavoro, la concezione dello Stato, le relazioni fra gli uomini e una nuova percezione di sé e del proprio … Leggi tutto Perdersi e ritrovarsi nella poesia di Eugenio Montale

Luce e oscurità nell’Allegria di Giuseppe Ungaretti

Tanto nella raccolta Il porto sepolto quanto in Allegria di naufragi c'è una costante lotta fra luce e buio, fra giorno e notte, fra chiassoso clamore e silenzio tombale; e non c'è, o almeno non c'è sempre, una sistematica equivalenza fra luce e bene e fra oscurità e male. In mezzo stanno poi infinite e … Leggi tutto Luce e oscurità nell’Allegria di Giuseppe Ungaretti

Solitudine e Mattina, di Giuseppe Ungaretti

Il 26 gennaio del 1917 fu una giornata eccezionale per Giuseppe Ungaretti perché portò a compimento tre fra le sue più sorprendenti poesie, ovvero Solitudine e la celeberrima Mattina nonché la delicata Dormire, tre componimenti diversissimi fra loro, in larga misura perfino antitetici, difficili da comprendere collocandoli nella stessa giornata. In questo articolo voglio soffermarmi … Leggi tutto Solitudine e Mattina, di Giuseppe Ungaretti

Il Porto Sepolto, di Giuseppe Ungaretti

Il Porto Sepolto è una poesia di Giuseppe Ungaretti che dette il titolo alla sua prima “raccoltina”, come scrisse lui stesso. Al riguardo il poeta ricordava, nell'introduzione alla successiva edizione de L’Allegria: “Incomincio Il Porto Sepolto dal primo giorno della mia vita in trincea, e quel giorno era il giorno di Natale del 1915, e … Leggi tutto Il Porto Sepolto, di Giuseppe Ungaretti

Il mare nella poesia di Eugenio Montale

La poesia di Montale è complessa e per definizione ermetica, eppure spesso si spalanca su scenari vastissimi, paesaggi scenografici capaci si suscitare in chiunque vibranti emozioni sulla pelle, a patto che la lettura non sia frettolosa e dia modo e tempo alle sensazioni di fluire e riempire  la nostra immaginazione. In questo il mare ha … Leggi tutto Il mare nella poesia di Eugenio Montale

Allegria di naufragi, di Giuseppe Ungaretti

Quando Ungaretti compose Allegria di naufragi affrontò un tema già intensamente esplorato nella storia della letteratura. Il naufragio è un evento catastrofico, un'interruzione violenta e imprevista, nefasta, fatale della navigazione. Così, ad esempio, lo intendeva Petrarca il quale più volte ha descritto la sua fragile barca, senza più sartie né nocchiero, alla deriva verso la … Leggi tutto Allegria di naufragi, di Giuseppe Ungaretti

Veglia, di Giuseppe Ungaretti. Qualche appunto sulla poesia

È impossibile anche solo sfiorare l'opera di Giuseppe Ungaretti senza rimanere colpiti dalla poesia Veglia, una vera e propria pietra d'inciampo. Fu scritta l'antivigilia di Natale del 1915, da Cima Quattro, sul Monte San Michele, il primo Natale che i nostri soldati trascorsero al fronte; una poesia destabilizzante, trasgressiva, anticonvenzionale e, secondo il senso comune … Leggi tutto Veglia, di Giuseppe Ungaretti. Qualche appunto sulla poesia

C’era una volta, di Giuseppe Ungaretti

C'era una volta (Quota Centoquarantuno, l'1 agosto 1916) Bosco cappuccio ha un declivio di velluto verde come una dolce poltrona Appisolarmi là solo in un caffè remoto con una luce fievole come questa di questa luna Spesso, curiosando fra i commenti di questo delicato componimento, si legge come Ungaretti nell'orrore della guerra che combatteva sul … Leggi tutto C’era una volta, di Giuseppe Ungaretti

In dormiveglia, di Giuseppe Ungaretti. Qualche appunto sulla poesia

In dormiveglia Valloncello di Cima Quattro, 6 agosto 1916 Assisto la notte violentata L’aria è crivellata come una trina dalle schioppettate degli uomini ritratti nelle trincee come le lumache nel loro guscio Mi pare che un affannato nugolo di scalpellini batta il lastricato di pietra di lava delle mie strade ed io l’ascolti non vedendo … Leggi tutto In dormiveglia, di Giuseppe Ungaretti. Qualche appunto sulla poesia

I fiumi di Giuseppe Ungaretti. Qualche appunto sulle strofe 4 e 5

Proseguendo questa chiacchierata sulla celebre poesia I fiumi di Ungaretti proviamo ad approfondire i temi ancora della quarta strofa e poi della quinta. Ho tirato su le mie quattr’ossa e me ne sono andato come un acrobata sull’acqua Mi sono accoccolato vicino ai miei panni sudici di guerra e come un beduino mi sono chinato … Leggi tutto I fiumi di Giuseppe Ungaretti. Qualche appunto sulle strofe 4 e 5

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scalee ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.Il mio dura tuttora, nè più mi occorronole coincidenze, le prenotazioni,le trappole, gli scorni di chi credeche la realtà sia quella che si vede. Ho sceso milioni … Leggi tutto Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale