Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue. (E. Montale)

Un’altra volta, forse, il commento. Oggi solo l’infinito e incolmabile amore di un poeta per la sua donna, perduta.

3 risposte a “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale”

  1. Avatar spiazza

    Basterebbe il primo verso. A me già quello smuove tutto dentro…

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    1. Avatar Nicola Bianchini
      Nicola Bianchini

      La poesia è di una intimità e di una delicatezza ineffabili.

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  2. Avatar adagi69
    adagi69

    Non conoscevo questa poesia, grazie, una gemma

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